Mattia Nuzzaci

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Chi ha ucciso Laura Palmer?

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  • Rifkin's Festival

    Rifkin's Festival

    ★★★

    Evasione di cinefilia riflessa e di cinema che riflette su se stesso tra abusi di genio, senso dell'arte e complicità dell'ambiente circostante, esistenzialismo che permea la crisi di coppia e l'animo umano con la classica vena ironica accentuata in termini di cinismo, "Rifkin's Festival" è una commedia agrodolce dal gusto nostalgico nonostante la freschezza visiva (opera del sempre ottimo Storaro), che cerca nuovi approdi concettuali nella poetica alleniana con una particolare attenzione alla dicotomia tra fallimenti e ideali, entrambi destinati…

  • New Order

    New Order

    ★★½

    Leone d'argento a Venezia 2020, "Nuevo Orden" del messicano Michel Franco, a mio parere erroneamente descritto come un film dai lineamenti dispotici, è invece un crudo trattato sul potere e sulla lotta di classe che esaurisce, però, ben presto i buoni propositi iniziali, affidandosi al caos come unico strumento in grado di reggere l'impianto filmico.
    E se da un punto della tensione narrativa la scelta paga (e pure qui fino a un certo punto) da quello concettuale il tutto fluisce…

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  • Rose Island

    Rose Island

    ★★½

    "L'incredibile storia dell'isola delle rose" è un'opera figlia di quel nuovo modo di pensare cinema su cui la Groenlandia Films sta facendo un lavoro che si spera possa dare risultati davvero importanti in futuro anche per un respiro internazionale di cui avremmo tanto bisogno. Sibilia costruisce una commedia lontana dalla banalità a cui il genere ci ha purtroppo abituati, impeccabile tecnicamente e visivamente parlando (e lo ripeterò all'infinito non è poco), forse sin troppo indirizzata, però, verso la metafora di…

  • Mank

    Mank

    ★★★½

    Sarebbe banale e ingenuo etichettare "Mank" come un romanzato biopic teso ad esaltare cinematograficamente un personaggio rispetto a un altro.
    Sarebbe banale e ingenuo etichettarla come la rappresentazione quasi documentaristica di quella Hollywood anni '30-'40 impegnata a fare la storia.
    Sarebbe banale e ingenuo spingere sul binario dell'estetica giudicandola o peggio denigrandola come opera per palati fini.
    E non perché la forma manchi o non conti.
    Ma perché "Mank" è soprattutto sostanza, è un mosaico di realismo che cerca di…