Young Frankenstein

Young Frankenstein ★★★★½

Giustamente considerato il capolavoro di Mel Brooks, Frankenstein Junior propone molteplici riferimenti alla trilogia horror degli Anni 30 con Boris Karloff. La ricostruzione di atmosfere, ambientazioni, scenografie e costumi è raffinata e curatissima, specie se si pensa alla superba fotografia in bianco e nero e all'utilizzo dei set appartenuti alle gloriose pellicole della Universal. Gli eccellenti Marty Feldman (Igor), Peter Boyle (la creatura) e Madeline Kahl (Elizabeth) interpretano il film insieme ad un Gene Wilder in stato di grazia. L'attore, coautore della sceneggiatura, è abilissimo nel vestire i panni del nipote del famigerato dottore trovando il giusto equilibrio tra una dissacrante ironia e un tributo vibrante e rispettoso. Brooks, oltre a testimoniare un'assoluta padronanza del ritmo e della messinscena, dimostra qui che i suoi interessi si spingono al di là della parodia del genere. Quel che il regista ha in mente, infatti, è l'intera cultura cinematografica, intesa come fonte dell'immaginario di diverse generazioni di spettatori. Così Wilder e la Kahn, nel dirsi addio in una piccola stazione fumosa, ripetono in chiave comica una situazione da Anna Karenina. E il mostro, dopo aver sedotto Elizabeth, accende due sigarette con una sicurezza di sè ed un'ispirata aria romantica degna del Paul Henreid di Perdutamente Tua. Frankenstein Junior si destreggia tra codici e registri diversi, riuscendo sempre a piegarli alle proprie esigenze, grazie ad un umorismo travolgente che va dal puro nonsense allo slapstick, passando per le "horror comedy" di Abbott e Costello.

Here's the english version of the review.

𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 liked these reviews

All